Blog,  Racconti di viaggio

Vivere in autosufficienza in Portogallo

Sul sito Warmshowers.org dichiarano di vivere in autosufficienza. Sono francesi, Michelle, Eric e la figlia Marylou, si fanno chiamare “Les Kanakys Roulent”!


Siamo da poco entrati in Algarve, l’ultima regione a sud del Portogallo. Passiamo dal paese di Rogil per fare rifornimento di viveri, poi seguiamo le indicazioni che ci ha mandato Michelle tramite warmshowers (il sito che mette in contatto i ciclo-viaggiatori per offrire e ricevere ospitalità). Li troviamo in fondo a una piccola valle ricoperta di pini e querce da sughero. Ci accolgono con grande entusiasmo e la prima bella sorpresa che ci offrono è che possiamo dormire in una roulotte, a disposizione per gli ospiti. Ogni tanto un letto non ci dispiace, lo ammettiamo, specialmente dopo tante notti in tenda!

Poi ci mostrano il “piccolo villaggio“, interamente costruito da loro: a partire dalle case, semplici strutture in legno e terra impastata con paglia e sterco di asino e calce esternamente per impermeabilizzare. Un’abitazione principale per Michelle ed Eric e una seconda più piccola per Marylou (dove troviamo anche Leo, il gatto lungo un metro per sei kg!). Nel frattempo Tina si diverte a giocare con Luppie, il loro cane.

Ci facciamo la doccia prima che l’acqua diventi fredda (è riscaldata dal sole!). Ci mostrano come funziona il bagno, una dry toilet: una casetta in legno dove si fanno i bisogni (solidi, mentre la pipì si fa nel bosco), che poi si ricoprono con la segatura. Non c’è odore e non serve acqua. Il tutto si dissolve, anzi si “compone”, diventando ottimo terriccio per fertilizzare. “Il giardino ringrazia”, è scritto sulla porta d’ingresso.

Ci invitano a condividere con loro la cena, com’è usanza tra warmshowers. Noi cuciniamo un cous cous con le verdure, mentre Michelle ha preparato una torta salata con zucca e formaggio di capra, molto buona. Ha fatto anche dei fantastici gattou con crema di nocciole e mandorle (Eric ne va ghiotto e noi gli diamo man forte!). La casa è un monolocale, non molto grande, per avere la massima efficienza termica. È sufficiente una piccola stufa a legna per riscaldare tutto l’ambiente, si sta molto bene, mentre fuori stasera è un po più freddo del solito. Così svuotiamo qualche bicchiere di vino mentre ascoltiamo la loro storia.

Partiti in bici dalla Francia per fare il giro del mondo dopo sei mesi sono approdati in Portogallo innamorandosene. Michelle ed Eric si conoscono da 18 anni. Lui ha vissuto 7 anni in Nuova Caledonia, dove ha iniziato a costruire case di terra e paglia. Hanno fatto wwoofing (volontariato in aziende agricole sostenibili) in Portogallo per qualche mese, poi hanno deciso di comprare un terreno (3 ettari ca.) e costruirsi le loro case (solo 2000 euro di materiali per quella più grande e ci ha messo due mesi a terminarla). Vivono lì da due anni e mezzo e sono molto felici. Mentre costruivano la prima casa nel frattempo vivevano in una roulotte che poi è diventata l’attuale cucina.

La maggior parte delle attività si svolge all’esterno: hanno un forno a legna costruito anche questo da loro, un lavandino dove lavano i piatti quando l’acqua è calda. Hanno un orto con varie verdure (cavolfiori, fave, zucchine, peperoncini ecc.) e le galline per le uova. Non sono vegetariani, ogni tanto comprano la carne ma non avendo il frigo la consumano subito. Lei fa saponi naturali e indumenti con la lana vendendoli al mercato assieme alle uova tutti i sabato. Lui fa qualche lavoro di falegnameria e costruisce case in legno. Bastano 300 euro per vivere in tre!

L’acqua è l’elemento più problematico perché in questa zona da maggio a novembre piove pochissimo. L’acqua non potabile viene da un pozzo scavato da Eric. Inoltre tutte le grondaie finiscono in cisterne per la raccolta dell’acqua piovana. Mentre l’acqua potabile la chiedono a un loro vicino che ha una sorgente. A Marylou han regalato la sua casetta per il suo compleanno ed è felicissima di vivere in questo modo. Va a scuola ad Aljezur, il paese più vicino, a 3 km (passa l’autobus tutte le mattine). Parla perfettamente tre lingue (francese, portoghese e inglese).

Durante il loro viaggio in bici i paesi che gli sono piaciuti di più sono quelli dell’est Europa, in particolare Polonia e Slovacchia. Facevano campeggio libero. Per cucinare accendevano un fuoco con la legna. Una volta ogni 12 giorni si fermavano in un campeggio. Spesa media: 9 euro al giorno in tre! Dicono che dopo che si ha fatto l’abitudine a vivere per strada durante un cicloviaggio, abitare qui in questa maniera sia un grande lusso! Durante il loro viaggio in bici una troupe di una emittente televisiva francese ha girato un piccolo documentario su di loro.

Dopo una nottata un pò fresca e umida, esco dalla roulotte e accompagno Marylou a prendere il bus. È in ansia perché ha un test di storia. Vorrebbe fare il vigile del fuoco da grande e fa già la volontaria. Torno indietro e nel frattempo anche Monica si è svegliata, quindi andiamo a fare colazione assieme a loro. Eric dopo aver preparato un buon caffè con la moka (quanto ci manca!), se ne va assieme a un amico per dei lavori (vestito in jeans corti, maglietta di cotone a maniche lunghe e sandali, fuori non fa per niente caldo!

Noi rimaniamo con Michelle che continua a raccontarci la loro scelta di vita. Una volta finita la casa di Marylou, Eric vorrebbe costruire un laboratorio per i suoi lavori di falegnameria. Ne hanno già uno più piccolo dove Michelle fa le marmellate e i saponi. Sia io che Monica siamo un po’ raffreddati così iniziano a spuntare i rimedi naturali. Ci regala una specie di melassa con propoli che mi fa stare subito meglio. Poi ci tira fuori la sua cassetta di oli essenziali, con cui si curano, ne ha tantissimi!

Facciamo un giro li attorno, mi mostra il suo orto e il pollaio. Io scatto foto e mi godo il sole che spunta dalle cime degli alberi e scioglie la brina. Ammiro le strutture in legno che ha realizzato Eric, ma anche Michelle dice che si diletta a costruire ogni tanto e mi mostra una panchina fatta di terra decorata che ha realizzato e su cui si siede tutte le mattine a scaldarsi e guardare il loro piccolo mondo.

Riprendiamo le nostre bici e mentre risaliamo la collina Michelle ci scatta moltissime foto e ci saluta. Noi ce ne andiamo pedalando in silenzio per svariati chilometri, assorti nei nostri pensieri e fantasticando una vita in armonia la natura come la loro…SI PUO’ FARE!

Potete andare a salutare i Kanakys anche voi: se andate in bici, li potete trovare sul sito warmshowers, oppure come ospiti, offrono ospitalità B&B a prezzi modici! Una fantastica occasione per sperimentare uno stile di vita sostenibile e a contatto con la natura e conoscere delle persone meravigliose!