Itinerari in bici

Friuli e Slovenia in bici

Un meraviglioso itinerario in bici che ci ha portato a esplorare alcune delle zone più famose e spettacolari dell’alto Friuli e della Slovenia, attraversando anche regioni meno note e selvagge, ma altrettanto affascinanti. L’alternanza di splendide ciclabili, strade di montagna e favolosi sterrati rende questo tour estremamente vario e divertente.

Friuli e Slovenia in bici tra storia e natura

Questo tour in bici scavalca più volte il confine tra la regione del Friuli-Venezia Giulia e la Slovenia. Parte ai piedi delle maestose Alpi Giulie, per poi entrare nella fantastica valle dell’Isonzo dal mitico Passo Vrsic e nel Parco Nazionale del Triglav. Dopo aver guadagnato il panoramico e suggestivo crinale del Monte Colovrat, penetra nel Carso e attraversa la selvaggia Selva di Trnovo e l’altopiano di Bainsizza. Si incontrano una miriade di piccoli paesi dove ancora si mantengono le attività agricole tradizionali, la buona cucina e il tempo sembra essersi fermato. Sono luoghi intrisi di storia e ci si imbatte di frequente nei resti della guerra, sapientemente conservati in musei a cielo aperto e valorizzati con percorsi tematici e tabelle informative, per non dimenticare e proclamare la pace tra i popoli. Visitando le trincee e i bunker del fronte sembra ancora di sentire il boato degli spari e delle esplosioni. Ora negli sconfinati boschi la natura ha ripreso quel che le appartiene e il silenzio è rotto solo dal vento e dal suono delle acque spumeggianti dei torrenti cristallini. Queste immense foreste sono l’habitat ideale per il lupo, la lince e l’orso bruno, di cui non è raro incontrarne le tracce!

Total distance: 387.93 km
Max elevation: 1690 m
Total climbing: 11036 m

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Partenza/arrivo: Gemona del Friuli

Sterrato: 20%.
Prevalentemente strade forestali e carrarecce. Alcuni brevi tratti di single track sul Passo Vrsic e sulla ciclabile lungo il Natisone.

Distanza totale: ca. 380 km

Altitudine massima: 1680 m

Totale salita: ca. 7000 m

Orientamento
Il tracciato della Ciclovia Alpe Adria non è particolarmente ben segnalato tra Venzone e Moggio Udinese. Se non si segue la traccia gps, si rischia di trovarsi spesso a pedalare sulla trafficata strada statale. Il sito degli amici della Ciclovia Alpe Adria consiglia una variante per evitarla il più possibile. Noi purtroppo l'abbiamo scoperto al ritorno, quindi abbiamo corretto la traccia al computer per farvi fare il percorso più piacevole!

Pedalabilità: 99%
Quasi tutto pedalabile con mountain bike e gravel bike. Il tratto di sterrato per salire al Passo Vrsic presenta un paio di passaggi di pochi metri che potrebbero richiedere di spingere la bici, specialmente se carica. Con bici da cicloturismo è necessario un copertone adatto allo sterrato

Bici consigliata
Gravel-bike, mountain-bike o bici da touring con coperture robuste e tassellate.

Luci
Il tratto di Ciclovia Alpe Adria che abbiamo percorso attraversa numerose gallerie scarsamente illuminate, quindi assicuratevi di avere una buona illuminazione al seguito!

Trailer per cani
Trailer specifico per cani oppure per bambini trasformato (meglio se ha le sospensioni)
Noi da ormai tre anni usiamo un Trailer Burley Solo.

Leggi anche la nostra guida alla scelta del miglior trailer per andare in bici con i cani.
Il periodo ideale per questo viaggio va dalla tarda primavera alla tarda estate/inizio autunno.
Il Vrsic Pass è aperto in media 7 mesi all'anno, con chiusura nei mesi invernali e con neve e ghiaccio. Informarsi prima di partire!
L'abbondanza di corsi d'acqua con possibilità di balneazione, rendono l'itinerario adatto anche in piena estate, specialmente con i cani.
La Valle dell'Isonzo ha il culmine di presenze turistiche nel mese di agosto, con relativo affollamento di strade, paesi e alloggi.
Nelle giornate più calde le lunghe salite al Vrsic pass e al Monte Colovrat sono consigliabili nelle prime ore della mattina o nel tardo pomeriggio.
Affittacamere e B&B
Diffusi e talvolta più economici dei campeggi

Campeggio
Nella Valle dell'Isonzo sono presenti numerosi campeggi, solitamente bene attrezzati con zona cucina comune e tutti accettano i cani, in genere senza sovrapprezzo. Nel Parco Nazionale del Triglav è sconsigliabile il campeggio libero per i controlli frequenti e le multe salate. Il campeggio libero non è ammesso in Slovenia ma ci sono alcune zone remote e lontane dalle strade principali dove per emergenza si riesce a mettere la tenda. NB: non lasciare alcun segno del proprio passaggio #leavenotrace

Rifugi e bivacchi Nei zone montane, alle quote più elevate, sono presenti rifugi alpini e bivacchi. Uno di questi, il bivacco Zanuso, sul Monte Colovrat è un riparo molto essenziale ma pulito

ATTENTI ALL'ORSO!
Grazie alla sua compattezza e alla scarsa densità abitativa, le foreste della Slovenia sono un habitat ideale per carnivori come il lupo, la lince e l’orso bruno.
Nella parte "nord" del percorso (Alto Friuli e Valle Isonzo fino Caporetto) si trovano frequenti fontane, negozi, supermercati e ristoranti

La zona "sud"(Carso e Bainsizza), come dice il nome, è terreno carsico, quindi l'acqua superficiale scarseggia. Sono anche zone meno turistiche quindi si trovano rari ristoranti e meno frequenti i negozi.

Cibo per cani nei supermercati più forniti (poca scelta).
Strutture pubbliche: bar, ristoranti e alberghi, cani generalmente accettati

Campeggi: solitamente li accettano

Prima di partire. Visita dal veterinario per verificare il suo stato di salute, eventuali esami e aggiornamento delle vaccinazioni, compresa l’antirabbica obbligatoria per l’espatrio (deve essere fatta almeno venti giorni prima della partenza) così come il passaporto se non l’avete già fatto.

Cosa portarsi
Il kit essenziale per chi vuole andare in bici con il proprio cane
  • Guinzaglio e museruola. Quest’ultima può essere obbligatoria in alcuni luoghi, così come sui mezzi pubblici
  • Ciotola per l’acqua e il cibo
  • Kit di primo soccorso che comprende:
    • Disinfettante a base di clorexidina (va bene sia per noi che per i cani)
    • Crema lenitiva per i polpastrelli, da mettere sui polpastrelli del cane tutti i giorni prima della camminata (per evitare che se la lecchi via). Noi ne abbiamo usata una naturale all’ossido di zinco della Camon, abbastanza efficace, ma ce ne sono molte in commercio.
    • Pomata cicatrizzante per cute lesa in caso di malaugurati tagli ai polpastrelli (noi usiamo Hypermix, molto buono)
    • Collirio per gli occhi, in caso di vento, polvere, sole ecc.
    • Pinzette per zecche o spine
  • Telo per asciugare il cane se si bagna (ottimi quelli in micro-fibra).
  • Materassino per farlo dormire per terra e isolarlo dall’umidità e freddo o negli eventuali alberghi. Noi usiamo lo stesso che ricopre il fondo del trailer.
  • Gioco Tina adora la pallina ma siccome ne perdiamo parecchie, si diverte anche con dei bastoncini trovati per strada!Toelettatura Eventuali pettini, spugnette ecc.

Leggi anche il nostro articolo Come andare in bici con il proprio cane

La Ciclovia Alpe Adria

Il nostro giro in bici di Friuli e Slovenia in bici muove le prime pedalate dalla bella città di Gemona del Friuli. Fortemente danneggiata dal devastante terremoto del 1976, anche qui, come in altre città del Friuli, si può ammirare l’accurata opera di ricostruzione. Dopo una meritata visita del suo centro storico ci si immette sulla famosa Ciclovia Alpe Adria. Dopo Moggio Udinese il tracciato della Ciclovia è stato realizzato sull’antico sedime della ferrovia pontebbana che collegava Udine, Pontebba (vecchio confine con l’Impero Austro-Ungarico) e Tarvisio. Le vecchie stazioni che si incontrano sono spesso state convertite a bar-ristoranti. Oltre a queste, le stazioni abbandonate, i numerosi ponti con affacci vertiginosi sulle impervie valli sottostanti e le frequenti gallerie, rendono questo percorso molto suggestivo.

Valbruna

Dopo Ugovizza è possibile prendere una deviazione dalla Ciclovia Alpe Adria per visitare Valbruna, un primo incantevole contatto ravvicinato con le meravigliose Alpi Giulie. L’itinerario ad anello, ben segnalato, è molto piacevole e in gran parte su sterrato scorrevole.

Laghi di Fusine

Dopo la città di Tarvisio si può lasciare di nuovo la Ciclovia per salire fino ai Laghi di Fusine. Molto affollati nei mesi estivi, questi laghi sono effettivamente meravigliosi e meritano una visita. In particolare ci ha lasciato senza fiato, oltre alla salita per raggiungerlo (fatta sul sentiero, in teoria, ciclabile!) il lago inferiore. Le sue acque cristalline, dall’intenso colore turchese, riflettono l’imponente sagoma del Monte Mangart, che si erge maestoso in fondo alla valle. Il lago superiore invece, in gran parte ridotto a una torbiera e l’invasione di auto sulla sua sponda orientale, non giustificano lo sforzo dell’ultimo tratto di strada per arrivarci.

Il Passo Vrsic

Dopo Tarvisio si lascia definitivamente la Ciclovia Alpe Adria, continuando a seguire una bella ciclabile fino a Kranjska Gora. Siamo in Slovenia! Da questa vivace cittadina turistica parte la strada per il famigerato Vrsic Pass, o passo della Moistrocca, in italiano. Questo valico alpino rappresenta l’accesso al cuore delle Alpi Giulie, nonché il punto più alto del nostro itinerario (1685 m). E’ chiamata “Strada Russa”, dal momento che è stata costruita durante la prima guerra mondiale dai prigionieri di guerra russi. Ad essi è dedicata una cappella in legno che si incontra salendo al passo. I 900 m di dislivello in appena 15 km potevano bastare, tuttavia abbiamo deciso di rendere ancora più affascinante ed epica questa salita. Dopo un primo tratto di pista forestale, a metà salita si lascia definitivamente il traffico per una meravigliosa strada militare sterrata, dapprima larga poi su sentiero, quasi sempre pedalabile per le pendenze ridotte. Lo scenario che ci circonda salendo, tornante dopo tornante, è strepitoso! Evitando in gran parte la strada principale, trafficata durante l’estate, l’ascesa risulta molto più interessante, scenografica e divertente.

La Valle dell’Isonzo

Il fiume Isonzo, Soča, in lingua Slovena, non ha bisogno di presentazioni. Considerato uno dei più bei fiumi d’Europa è visitato da turisti di tutto il mondo. Le sue mille sfumature di colori, dal turchese al verde smeraldo, lasciano senza fiato. Il nostro itinerario segue il suo corso per diversi tratti ed è difficile resistere alla tentazione di fermarsi a scattare foto dai numerosi ponti sospesi, o farsi un tuffo nelle sue acque, per quanto gelide in ogni stagione dell’anno! Consigliamo di lasciare le bici parcheggiate e farsi un camminata sul bel sentiero che lo costeggia per 25 km, denominato Soška pot. Oltre alla bici e l’escursionismo, la valle dell’Isonzo offre tantissime attrazioni per le attività outdoor, prima tra tutte il kayak poi anche il volo libero e l’alpinismo.

Monte Colovrat

La seconda salita epica di questo tour è quella che ci ha portati sulle pendici del Monte Colovrat. La strada si inerpica a tornanti e ci riporta per alcuni tratti entro il confine italiano. Anche questa montagna fu teatro di aspri combattimenti, di cui l’ultimo, definitivo, respinse la difesa italiana: la cosiddetta disfatta di Caporetto. Di queste vicende sono state sapientemente conservate, o spesso ricostruite, le tracce, nel Museo all’aperto del Colovrat. Esiste anche un lungo percorso escursionistico denominato Sentiero della Pace (Pot Miru in sloveno), che ripercorre i luoghi dei tragici eventi bellici. La bella strada asfaltata che abbiamo percorso, poco trafficata, corre sul crinale, al confine tra Italia e Slovenia. La vista spazia dalle creste delle Alpi fino al Mare Adriatico. Proprio sulla sella dove l’esercito italiano fu preso d’assalto dalle truppe comandate da Rommel è collocato un piccolo bivacco (bivacco Zanuso), un buon posto tappa per il tour.

Il Carso e l’altopiano di Bainsizza

Dal punto più a sud dell’itinerario, a poca distanza da Gorizia (12 km, eventuale e meritevole deviazione!), si inizia la traversata della regione del Carso, per poi risalire verso nord attraverso la Selva di Trnovo e il contiguo Altopiano di Bainsizza. Un territorio montano affascinante dove piccoli borghi si alternano a boschi incontaminati abitati da sua maestà, l’Orso bruno. Tra queste pendici ricche di abissi, forre, grotte e altre meraviglie del carsismo, si snodano delle stupende strade forestali sterrate che conducono nella Valle del fiume Idrijca, affluente dell’Isonzo. Anche in questo corso d’acqua cristallina non sono mancate le occasioni per un tuffo rinfrescante o un momento di relax sulle sue sponde!

Valle del Natisone

Dal paese di Caporetto, si diparte il ramo conclusivo dell’itinerario, che ci riporta in Italia e al termine del nostro giro. Dopo una bella sterrata che prende il posto di una antica ferrovia, si entra nella valle del fiume Natisone. Anche qui il percorso è valorizzato da una ciclabile su fondo naturale che costeggia il corso d’acqua e non mancano i punti panoramici e le zone balneabili.

Pedemontana friulana

L’attraversamento del ponte Vittorio Emanuele II sul Natisone segna il passaggio del confine di stato, con i resti del vecchio posto di blocco. Il primo centro abitato che si incontra in Italia è Prosenicco, detto “il paese dell’orso“, perché tra le sue case, svariate volte in passato, ha gironzolato il plantigrado affamato! Consigliamo di arrivarci a pancia vuota anche ai ciclisti che troveranno nell’Osteria “Al Centro” una deliziosa tappa eno-gastronomica! Nel paese è presente anche un piccolo ma interessante museo che conserva molti strumenti della civiltà montana del passato. Dopo una serpeggiante e lunga discesa, il nostro tour in bici di Friuli e Slovenia si conclude con una piacevole pedalata tra i vigneti, i borghi e le belle ville seicentesche della pedemontana friulana, tra Attimis e Tarcento. Dapprima una strada (a tratti trafficata), poi piccole vie e brevi ciclabili, ci riconducono al punto di partenza, Gemona del Friuli. Tuttavia non mancano le possibilità di deviazioni nel cuore della pianura, opzione interessante per chi volesse proseguire nelle degustazioni di ottimi vini e cibo tipico!


Credits & Disclaimer

Questo tour è stato ideato da inviaggiocontina.com. Il tratto di Ciclovia Alpe Adria tra Carnia e Moggio Udinese presente nella traccia gpx è stato realizzato sulla base delle indicazioni del Sito degli Amici della Ciclovia Alpe Adria, ma non è stato percorso da noi durante questo tour (abbiamo seguito una diramazione meno interessante pertanto è stata modificata nella traccia allegata). Alcune sezioni sono state ispirate dall’itinerario Slovenia’s West Loop descritto nel sito bikepacking.com. La sezione che attraversa il Carso è stata ispirata dall’evento Carso Trail ed. 2019 a cui ha partecipato Marcello nel 2019. La parte del percorso che attraversa la Selva di Trnovo e l’altopiano di Bainsizza è stata ispirata dall’evento Friul Gravel & Trail (a cui speriamo di poter partecipare prima o poi!)

inviaggiocontina.com declina ogni responsabilità dall’utilizzo della traccia gps e delle informazioni logistiche contenute in questo articolo. I consigli sono puramente indicativi anche se derivano dalla nostra personale esperienza. Si raccomanda a ciascuno di vivere la propria avventura in funzione dei personali gusti, esigenze, attrezzature, esperienza e preparazione fisica. Viaggia responsabilmente, non lasciare traccia del tuo passaggio se non un bel ricordo nelle persone che incontrerai sul tuo percorso