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Cammini storici in bici con il cane

Se il Cammino di Santiago in Spagna è forse il più famoso al mondo, anche l’Italia è interessata da molti cammini storici importanti. La Via Francigena, il cammino di Sant’Antonio, il cammino di Sant’Agostino, le vie Romee, i cammini Francescani, la via degli Abati ecc., sono solo alcuni esempi di cammini storici che si possono percorre in bici. A questi si aggiungono altri percorsi che storicamente venivano utilizzati per interessi commerciali: la via etrusca del ferro, la via della seta, il tratturo magno ecc.

Cammini storici, si possono fare in bici?

A prescindere dalle origini e dalle motivazioni che spingano ogni anno milioni di pellegrini, prevalentemente a piedi, a percorrere questi itinerari, di fatto si tratta quasi sempre di percorsi molto belli e suggestivi, che toccano località affascinanti e attraversano zone lontano dalle grandi strade e zone urbanizzate. Tuttavia non è sempre scontata la ciclabilità di questi itinerari. Proprio l’origine come percorsi di pellegrinaggio fa sì che spesso alcuni tratti siano impossibili da percorrere in sella, o almeno non con una bici carica e tanto meno con un trailer attaccato.

Il nostro itinerario sui Cammini Storici

Quindi, carte (e computer) alla mano e con l’aiuto delle pubblicazioni disponibili, abbiamo creato un itinerario interamente ciclabile ad anello con partenza da Bologna, basato su alcuni tratti dei più famosi cammini storici d’Itali: la Via degli Dei, la Ciclovia della Seta, la Via Francigena e la Via Romea Germanica. Da Bologna a Siena, un breve traverso sui tracciati de L’Eroica per raggiungere Arezzo, poi di nuovo verso nord fino a Forlì. Di qui il rientro a Bologna percorrendo la via Emilia, oppure in treno. Circa 500 km e più di 11000 m di dislivello.

Total distance: 522.68 km
Max elevation: 1202 m
Total climbing: 11159 m

Scarica la traccia gpx


Primo giorno sulla Via degli Dei e Ciclovia della Seta

Partiamo da casa con una leggera copertura nuvolosa, quasi una manna dal cielo, visto le elevate e anomale temperature dei giorni precedenti. Tina, che non gradisce molto il caldo, ringrazia e salta a bordo della sua “roulotte” al traino della mia fida Orangina, la Salsa Fargo che ormai mi accompagna da più di un anno su e giù per i monti. Al nostro fianco Monica che ormai si è confermata  natural born mountain biker, dimostrando di essere a suo agio su ogni percorso.
Il primo tratto della Ciclovia della Seta ci è ben noto. E’ il bellissimo percorso ciclopedonale che già altre volte ci ha accompagnato fuori porta per esplorare l’appennino bolognese (vedi il nostro itinerario attorno a Monte Sole). Fino a Sasso Marconi il tracciato è in comune con quello della Via degli Dei, altro bellissimo itinerario che ho percorso nel 2014 (vedi le foto qui). Questa volta però ci spingeremo oltre. Dopo aver seguito il corso del Fiume Reno, la ciclovia (di cui restano ancora qua e là dei segnavia ormai logorati dal tempo..), si immette nella valle del torrente Limentra, che  tranquilla e soleggiata sale gradualmente fino al Lago di Suviana, bacino artificiale che fornisce acqua potabile ed energia elettrica con le sue centrali alla pianura.

Fuoriprogramma

Fin da subito non ci facciamo mancare i fuori programma a cui siamo ormai abbonati (ci piace complicarci la vita..) e con l’intento di evitare una strada piuttosto trafficata, prendiamo una strada … che non c’è! O meglio, c’era…. Prima che una frana la distruggesse! Ignorando i cartelli di strada chiusa (ah ma allora ve la cercate proprio!) arriviamo a delle transenne, dove una coppia di arzilli vecchietti intenti ad amoreggiare in macchina (ops) ci dice che ci dovrebbe essere un sentiero per aggirare la frana, ma con le bici e il cariolino la vedono dura. Non ci facciamo scoraggiare e ci inoltriamo nella fitta vegetazione su una traccia di sentiero che, superata una salita da fare a spinta e trailer a mano, ci riporta sul vecchio tracciato asfaltato e di nuovo sulla nostra traccia.

Nel Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone

Breve sosta alla Rocchetta Mattei (purtroppo la visita va prenotata per tempo e solo nei weekend), una bizzarra costruzione della seconda metà dell’800. Poco dopo decidiamo di fare una variante al percorso, che farebbe una lunga deviazione per risalire sulle pendici che sovrastano il Lago di Suviana fino al borgo di Stagno. Ma Tina inizia a lamentarsi del caldo (e un pò anche noi) pertanto ci sembra d’obbligo una rinfrescata nelle acque del lago. E ci sta tutta davvero! Ripartiamo come nuovi per affrontare le prime salite impegnative (sempre a fine giornata eh, mannaggia!). Dopo Badi la strada spiana un pò e finalmente scende fino al minuscolo paese di Lentula, dove decidiamo di fare scorte per l’imminente cena in mezzo ai boschi: una bella birrona fresca! Lasciamo l’asfalto e iniziamo una lunga salita su bellissima strada forestale che ci conduce al borgo storico di Torri, che merita una sosta e una visita.

Rimaniamo davvero impressionati dalla bellezza di questo luogo e dallo spirito artistico dei suoi abitanti che da secoli decora le mura delle proprie case con splendide sculture su arenaria. Ma sta facendo buio e ripartiamo, la meta è ormai vicina, un rifugio segnalato sulla carta di cui però non sappiamo nulla. Infatti lo troviamo chiuso! Poco male, abbiamo tenda, sacco a pelo e viveri in abbondanza per arrangiarci. Il posto è perfetto per campeggiare, con un bel pendio terrazzato che sembra fatto apposta per mettere le tende. Cena e poi a nanna!

Secondo giorno: sulla Via Francigena!

L’indomani ripartiamo sulla bella strada forestale che ci ha condotti al rifugio e che presto diventa un meraviglioso percorso di crinale tra due valli. Una zona scarsamente abitata e molto selvaggia, ricoperta da fitte faggete, con le cime più alte (1200 m s.l.m) che ancora conservano alcuni piccoli nevai sui versanti settentrionali. Stiamo costeggiando la riserva naturale biogenetica dell’Acquerino. La discesa in picchiata su asfalto ci porta in pochi minuti a Pistoia dove facciamo una sosta pranzo. Il proprietario di un forno ci consiglia una strada per collegarci alla via Francigena evitando le strade trafficate che passano da Altopascio, a detta sua una bella strada ombreggiata e con poco traffico…

Mai fidarsi dei consigli di chi non va in bici!
Salita tostissima, una delle tante del giro d’Italia!!! e non un filo d’ombra!:-/ Arriviamo in cima distrutti, prosciughiamo una fontanella e saccheggiamo il frigo dei gelati di un bar e proseguiamo…
I primi segnali bianco-blu che incontriamo ci danno il benvenuto sulla Via Francigena! Un pò meno accogliente il primo sentiero con l’erba altissima dove l’avanzare con il trailer risulta molto faticoso. Evitiamo la salita a Fucecchio mentre non possiamo evitare San Miniato, altra bella salita tosta.

La Ciclovia Francigena

Da qui la via Francigena pedonale prenderebbe un sentiero ma non conoscendolo decidiamo di continuare sulla traccia della ciclovia, un tratto che non ci è piaciuto per niente, molto monotono e abbastanza trafficato. Scopriremo poi che sarebbe stato fattibile anche il percorso escursionistico in bici (con il trailer chissà..), magari con qualche tratto a spinta, amen sarà per la prossima! Castelfiorentino si presta alla pausa cena e un negozio che spaccia salsicce ci chiama, così in men che non si dica allestiamo una cucina da campo in un parco pubblico e ci ricarichiamo per l’ultimo tratto. La Pieve di Santa Maria a Chianni è un ottimo posto dove mettere la tenda, anche perché l’ostello è pieno!

Terzo giorno sull’ex ferrovia

La terza mattina di viaggio ci dà il buongiorno in un fantastico panificio-pasticceria dove facciamo il pieno per la giornata! E finalmente lasciamo l’asfalto per delle belle strade bianche…

San Gimignano e la piacevole ciclabile realizzata sulla ex ferrovia Poggibonsi-Colle Val d’Elsa, dove un ciclista curioso di conoscerci ci scorta per tutto il tratto!
Sono in tanti a incuriosirsi della nostra modalità di viaggio, con il cane al seguito e sarebbe divertente poter registrare tutte le esclamazioni di stupore e stima che ci accompagnano durante tutto il percorso. E’ domenica e i pellegrini sulla via Francigena sono davvero tanti!
Purtroppo anche i motociclisti, che ci inducono a scappare senza visitare Monteriggioni, davvero troppo traffico per i nostri gusti..

La ritirata

Arriviamo a Siena nel tardo pomeriggio e qui compaiono i primi segnali del problema che ci indurrà a interrompere il giro: Monica ha un principio di infiammazione al tendine d’Achille! Conoscendo il problema decidiamo di fermarci appena possibile per riposare e decidere sul da farsi il mattino successivo.
Purtroppo la notte di riposo e l’abbondante colazione a San Gusmè non è sufficiente. Monica è tosta e stringe i denti solo per percorrere la strada che sale a Monteluco, molto bella almeno!

La stazione dei treni più vicina, Montevarchi, mette in pausa il nostro viaggetto, ma prima o poi torneremo per completarlo percorrendo la Via Romea Germanica!

Marcello, classe 1979, bolognese, è un biologo, guida escursionistica e ciclomeccanico. Adora andare in bicicletta e ama fotografare, per questo preferisce l'”andare lento”, per cogliere ogni momento e non perdersi neanche un metro del percorso!